Longboarding Fuerte - guida sintetica per la tavola lunga

Le Canarie, le isole della primavera, non sono certo un luogo nuovo ed inesplorato: hanno da sempre attratto per la fequenza di onde e per il clima mite, orde di surfisti da tutta Europa.

Fuerteventura è la seconda isola per grandezza ed la più vicina alla costa occidentale dell’Africa subtropicale, caratterizzata da un clima molto secco, temperature medie dai 28 ai 22 gradi.


Nelle isole vulcaniche, la maggior parte della costa è generalmente costituita da colate sedimentate in epoche antichissime, che, erose dal mare formano reef di roccia nera, spesso irregolari e taglienti.

La costa Nord di Fuerte è proprio caratterizzata da questi fondali che digradano nell’oceano atlantico in modo relativamente dolce. Tuttavia, numerose spiagge, spesso bianchissime, si sono formate per l’accumulo delle sabbie del vicino Sahara regalando angoli di vero paradiso, contrastanti con il restante paesaggio semi desertico in stile, per così dire, “messicano”.

La presenza di numerosi vulcani origina un paesaggio dai tratti quasi lunari, grazie anche anche alla scarsa urbanizzazione di gran parte dell’isola stessa. L’altezza dei coni vulcanici, in particolare nella zona nord, non è sufficiente a formare una barriera tale da opporsi ai venti, che sferzano l’isola. Il vento, di direzione praticamente costante, è infatti una presenza fissa di Fuerteventura, dove svernano molti windsurfisti con i quali a volte bisogna fare i “conti” in acqua. Il periodo indicativamente migliore per recarsi sull’isola è da novembre ad aprile, quando le swell invernali portano le migliori condizioni d’onda ed il vento è costante da nord est.

GLI SPOT

L’esplorazione surfistica di Fuerteventura è come avventurarsi in mondo vicino, ma al tempo stesso così lontano, con atmosfere quasi pacifiche piuttoste che europee.

Al contrario di quello che si può pensare a prima vista, visitando la north-shore di una delle “hawaii dell’Atlantico”, non è difficile trovare un’onda che si adatti ad una tavola lunga comunque più classica nello stile di surfata, con parete ripida ed adatta a “carvare” più dolcemente con il proprio mezzo mono o tri-pinnato. Naturalmente dobbiamo distinguere tra la fase di swell e quella successiva con condizioni molto meno impegnative.

Nel secondo caso, quando la swell non è vicina, gli spot che lavorano sono quasi esclusivamente nella north shore, attorno al ben famoso El Hierro: qui troviamo la Isquierda , sinistra lunga su reef di lava, molto consistente che regge bene fino a oltre quattro metri. Subito a ovest la Derecha de los Alemanos, poco frequentata dai locali, di qualità inferiore alla Isquierda, ma di lunghezza simile.

A est della Isquierda c’è il famoso The Bubble, onda praticamente A frame con destra tubante e potente e sinistra, non sempre funzionante, di poco più morbida.

A conti fatti, La Isquierda e Bubble rompono sempre anche quando il mare è piatto, con un’altezza a partire da circa “chest-height”: per questo sono sempre molto affollati. In caso swell da Nord Ovest consistente possono raggiungere tranquillamente “double and half over-head”.

In ogni condizione di swell è possibile surfare anche un point destro, in cima alla baietta vicino alle quattro casupole che formano il paesino di Majanicho. E’ surfabile anche la sinistra, ma spesso non apre in modo convincente. L’onda che si forma è molto distante dalla riva, alcune centinaia di metri, tuttavia vi si accede da un canale che si mantiene anche con swell consistenti. Mediamente, in condizioni di swell, dobbiamo considerare da uno a due metri in meno di Hierro, con una lunghezza dell’onda che però è veramente eccezionale.

Intorno a Corralejo, verso est allontanandosi dalla North-Shore, numerosi sono gli spot che si attivano quando il “norte” è particolarmente impegnativo. Si tratta per lo più di onde abbastanza ripide su reef lavico, di forma molto bella e che possono raggiungere anche centinaia di metri di lunghezza. in particolare subito dal centro città prima di giungere al parco naturale con le dune bianchissime si incontrano un paio di ottimi spot, attivi per lo più quando Hierro è sopra i tre metri. In queste condizioni l’onda che si forma è generalmente intorno al metro e mezzo, con spalla piuttosto ampia che permette di manovrare agilmente o di “passeggiare” verso il nose: il divertimento è assicurato.

Per consuetudine canaria, i locals generalmente surfano intorno a hierro, mentre le scuole portano i loro allievi dalla parte del Cotillo ed è quindi facile trovare anche spot poco frequentati anche in piena stagione invernale.

I migliori periodi per incontrare swell interessanti sono novembre e febbraio-marzo, quando le mareggiate atlantiche si abbattono sulle coste canarie e nord africane proveniendo da nord ovest, dopo aver percorso alcune migliaia di chilometri nel mezzo dell’oceano, garantendo una ottima potenza dell’onda stessa.

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VOLI E TAVOLE

Le politiche delle compagnie low-cost tendono a scoraggiare il trasporto di bagagli ingombranti, ed a ciò si aggiungono anche alcune compagnie nazionali che non fanno trasportare le tavole da surf in alcuna maniera. Negli ultimi anni comunque anche chi fa trasportare le tavole ha alzato notevolmente i prezzi di trasporto per “excess baggage” e quindi la spesa va messa in conto sin dalla partenza. Inoltre non si trovano sul posto longboard decenti a noleggio o da acquistare a poco prezzo, quindi se vogliamo trasportare il nostro amato tavolone dobbiamo specificarlo al momento dell’acquisto dei biglietti e pagare il supplemento direttamente in aeroporto.

Ad esempio Eurofly da Milano effettua voli per proprio conto o come charter per Fuertea prezzi accettabili. In questo caso il supplemento per l’invio di materiale sportivo /tavola surf) è di circa 60 euro a tratta, senza possibilità di evitare il pagamento al ritorno. In questo caso è possibile mettere nella propria sacca più di una tavola in modo da pagare solo un trasporto ricordandosi di verificare il numero del bagaglio e l’integrità al momento dell’arrivo, prima di uscire dalla zona bagagli. In caso di problemi o danneggiamento è bene rivolgersi subito allo sportello Flight Care per la denuncia (P.I.R) con la quale sarà possibile chiedere risarcimenti alla compagnia aerea stessa.

Per quel che riguarda l'auto, assolutamente necessaria per sfruttare appieno le potenzialià dell'isola, se ne trovano di tutti i gusti direttamente all'aeroporto ed è possibile prenotarla anche direttamente dall'Italia. Il portapacchi non c'è di norma quindi o vi portate i salsicciotti da casa o trovate una soluzione in loco (più difficile se vi serve l'auto subito appena atterrate...) per legare tutto sul tetto in modo che la guardia civil non vi fermi subito appena svoltato l'angolo. Se state molto tempo valutate l'ipotesi di un piccolo fuoristrada visto che la maggior parte degli spot sono accessibili da strade per lo più fortemente sterrate. Anzi questo può suggeire quasi una regola dell'isola: più la strada è mal messa, maggiore è la probabilità che lo spot sia di qualità.

E’ consigliato comunque di portarsi dietro almeno due tavole: non è strettamente necessaria una tavola più corta, perchè come detto, è sempre possibile trovare uno spot a “misura” di longboard, tuttavia se vogliamo surfare nella north-shore potremmo imbatterci in una settimana di condizioni “hot” per le quali un egg od un fish farebbero comodo.

[Testo di Marco Mazzini /SingleFin]

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